26 Marzo 2026

Lo stato del clima nel 2025: analisi del report WMO

clima 2025-climate 2025

The new report  “State of the Global Climate 2025” published by the World Meteorological Organization (WMO) confirms that the period 2015-2025 was the warmest decade on record and that 2025 was among the three warmest years on record, with a temperature approximately 1.43 °C above the average for the pre-industrial period 1850-1900.

Si pone in evidenza come il sistema climatico terrestre continua a riscaldarsi e ad accumulare energia. Anche se il 2025 non ha superato il record del 2024, l’analisi degli indicatori climatici mostra una tendenza chiara: gli ultimi anni sono stati i più caldi mai registrati e molti parametri fondamentali del sistema climatico hanno raggiunto livelli record.

Il report analizza diversi indicatori chiave: temperatura globale, concentrazione di gas serra, calore degli oceani, livello del mare e stato dei ghiacci, che insieme offrono una fotografia aggiornata dello stato del clima del pianeta.

Il ruolo della variabilità climatica: El Niño e La Niña

Le differenze tra un anno e l’altro sono influenzate anche dalla variabilità naturale del clima, in particolare dal fenomeno noto come El Niño-Southern Oscillation( ENSO).

Questo sistema alterna due fasi principali:

  • El Niño, associato a temperature oceaniche più calde nel Pacifico equatoriale;
  • La Niña, caratterizzato da condizioni oceaniche leggermente più fredde.

Il forte episodio di El Niño tra il 2023 e il 2024 ha contribuito alle temperature record registrate in quegli anni. Nel 2025 il sistema si è invece spostato verso il lato opposta, la Niña, contribuendo a un leggero raffreddamento relativo della temperatura globale rispetto al picco del 2024.

Gas serra e accumulo di energia nel sistema climatico

Le concentrazioni atmosferiche di gas serra continuano a crescere e rappresentano il principale motore del riscaldamento globale. I livelli di anidride carbonica, metano e protossido di azoto rimangono ai massimi storici nelle osservazioni moderne.

La concentrazione globale di CO₂ ha raggiunto circa 423,9 ppm, pari al 152% dei livelli preindustriali, confermando la continua crescita dei gas serra responsabili del riscaldamento globale. ; il metano (CH₄) ha raggiunto 1942 ± 2 ppb, circa il 266% dei livelli preindustriali; mentre il protossido di azoto (N₂O) ha raggiunto 338,0 ± 0,1 ppb, pari al 125% dei livelli preindustriali. Questi gas intrappolano il calore nell’atmosfera e rappresentano i principali responsabili dell’intensificazione dell’effetto serra.

Per descrivere meglio questo processo, il report introduce anche un nuovo indicatore sempre più utilizzato nella ricerca climatica: l’Earth Energy Imbalance, cioè lo squilibrio energetico della Terra. Questo parametro misura la differenza tra l’energia che il pianeta riceve dal Sole e quella che riesce a disperdere nello spazio. Quando l’energia in entrata supera quella in uscita, il sistema climatico accumula calore.

Gran parte di questa energia in eccesso viene assorbita dagli oceani, che funzionano come un enorme serbatoio termico per il pianeta.

Pattern globali di temperatura e precipitazione: una mappa delle anomalie del clima nel 2025

Un aspetto importante evidenziato nel report clima 2025 è che il riscaldamento globale non si distribuisce in modo uniforme sul pianeta. Alcune regioni stanno infatti sperimentando anomalie di temperatura particolarmente marcate. Il rapporto presenta mappe e analisi dettagliate delle anomalie di temperatura e delle variazioni di precipitazione.

Nel 2025 diverse aree del mondo hanno registrato significative anomalie positive di temperatura, tra cui:

  • Groenlandia
  • Canada settentrionale
  • Europa occidentale
  • Fennoscandia
  • area del Mediterraneo
  • molte regioni dell’Asia

Anche le precipitazioni nel 2025 hanno mostrato forti anomalie regionali. Diverse aree del pianeta hanno registrato condizioni significativamente più secche della media climatica, in particolare l’Asia sud-occidentale, parti dell’Africa orientale e centrale, alcune regioni dell’Europa e zone dell’America del Sud. In particolare, il Nord-Ovest dell’Africa continua a sperimentare una siccità pluriennale, sebbene con un parziale miglioramento verso la fine dell’anno.

Al contrario, precipitazioni superiori alla media sono state osservate in gran parte dell’Asia meridionale e sud-orientale, nel Sahel, in alcune regioni dell’Africa meridionale, nelle Ande settentrionali e in diverse aree del Nord America. In India, ad esempio, il monsone è iniziato più precocemente del normale.

In alcune regioni del Pacifico le condizioni di precipitazione sono state influenzate dalla fase fredda del sistema El Niño-Southern Oscillation, nota come La Niña, che tende a produrre schemi caratteristici di pioggia e siccità in diverse parti del pianeta.

Oceani sempre più caldi

Gli oceani assorbono oltre il 90 % del calore in eccesso generato dal riscaldamento globale. Per questo motivo il contenuto di calore degli oceani continua a crescere dimostrandosi uno degli indicatori più chiari dell’evoluzione del sistema climatico. Nel 2025 il contenuto globale di calore degli oceani (nei primi 2 000 metri di profondità) ha raggiunto un nuovo record superando quello registrato nel 2024 di circa 24 zettajoule (±16 ZJ).
Il riscaldamento degli oceani contribuisce a diversi fenomeni climatici, tra cui l’intensificazione delle tempeste, le ondate di calore marine e l’aumento del livello del mare.

Allo stesso tempo, l’assorbimento di CO₂ continua a modificare la chimica marina: circa il 29% dell’anidride carbonica emessa dalle attività umane tra il 2015 e il 2024 è stato assorbito dagli oceani, alterando il sistema carbonatico dell’acqua. Di conseguenza, il pH medio della superficie oceanica è diminuito di circa –0,017 unità per decennio dal 1985, evidenziando un progressivo processo di acidificazione con potenziali impatti sugli ecosistemi marini.

Il livello del mare continua a salire

 Il livello degli oceani è rimasto vicino ai livelli record osservati nel 2024.Tra il 2023 e 2024 si era registrato un aumento particolarmente rapido, pari a circa 5 mm, legato anche al forte evento di El Niño-Southern Oscillation che ha caratterizzato quel periodo. Nel 2025, con il passaggio verso condizioni di La Niña, la crescita è stata più contenuta ma il livello del mare è rimasto molto elevato.

Nel complesso, alla fine del 2025 il livello medio globale del mare era circa 11 cm più alto rispetto al 1993, anno di inizio delle osservazioni satellitari. Il ritmo di crescita inoltre sta accelerando:

  • 1993–2011: circa 2,65 mm all’anno
  • 2012–2025: circa 4,75 mm all’anno

Questo aumento è dovuto principalmente a due fattori: la dilatazione termica dell’acqua, che si espande quando si scalda, e lo scioglimento di ghiacciai e calotte glaciali.
Le misurazioni satellitari mostrano che il livello medio degli oceani ha raggiunto valori prossimi ai massimi storici osservati negli ultimi decenni.

Ghiacciai e ghiaccio marino in diminuzione

Il report evidenzia anche una continua riduzione della massa dei ghiacciai e dell’estensione del ghiaccio marino.
Negli ultimi anni l’estensione del ghiaccio marino artico è rimasta ben al di sotto della media storica, mentre il ghiaccio marino antartico ha mostrato valori particolarmente bassi rispetto alle osservazioni degli ultimi decenni.

Nel 2025 l’estensione media annuale del ghiaccio marino artico è stata 10,10 milioni di km², la più bassa o la seconda più bassa (in base ai dati di osservazione) mai registrata nell’era satellitare.

Le conseguenze del clima nel 2025: un sunto

Nel complesso, i dati e gli indicatori analizzati nel report mostrano come le temperature globali, il contenuto di calore degli oceani, fino alla perdita di ghiaccio e all’innalzamento del livello del mare, evidenzino cambiamenti sempre più rapidi nel sistema climatico e rafforzano la necessità di un’azione coordinata a livello globale.

Secondo la World Meteorological Organization, questi cambiamenti su larga scala nel sistema Terra stanno producendo effetti a cascata sugli ecosistemi e sulle società umane. Gli impatti sono particolarmente evidenti nelle regioni più vulnerabili, dove eventi estremi, siccità o inondazioni possono aggravare insicurezza alimentare, perdita di mezzi di sussistenza e spostamenti delle popolazioni.

Il report sottolinea quindi come il monitoraggio continuo degli indicatori climatici sia fondamentale per comprendere l’evoluzione del clima e per rafforzare le strategie di adattamento e resilienza.

Prospettive future: adattamento e collaborazione sostenibile

I dati presentati nel report 2025 mostrano come il clima stia cambiando rapidamente, rendendo sempre più urgente rafforzare le strategie di mitigazione e adattamento. Riduzione delle emissioni, protezione degli ecosistemi, gestione sostenibile delle risorse e innovazione tecnologica saranno elementi chiave per affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni.

In questo contesto, la collaborazione tra istituzioni, comunità locali, organizzazioni e imprese diventa fondamentale. Le tecnologie digitali possono svolgere un ruolo importante nel facilitare il coordinamento delle attività sul campo, migliorare la raccolta dei dati ambientali e supportare la gestione di interventi in contesti complessi o remoti.

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