Molte piccole e medie imprese italiane si trovano a dover affrontare sfide complesse: riduzione dei costi, formazione rapida del personale e aumento dell’efficienza dei processi produttivi. Investire in tecnologie innovative come software industriali avanzati, sistemi AR/XR, robotica o IoT non è più un optional, ma una scelta strategica. Investire oggi significa dare continuità al percorso avviato con il piano Industria 4.0, che negli anni scorsi ha introdotto le principali agevolazioni per la trasformazione digitale delle imprese e costituisce ancora il riferimento tecnico per la classificazione dei beni strumentali e per i meccanismi di ammortamento. Su questa base si poggia la Transizione 5.0, che rappresenta un’evoluzione naturale del modello precedente: amplia infatti il perimetro degli incentivi e integra agli obiettivi di digitalizzazione anche quelli di efficienza energetica, rendendo gli investimenti ancora più strategici.
In questo contesto, si inserisce l’Iperammortamento 2026, che rafforza ulteriormente la convenienza economica: sostenendo l’innovazione, offre un vantaggio fiscale concreto e immediato, permettendo alle imprese di ridurre il carico fiscale e accelerare il ritorno sugli investimenti.
Cos’è l’Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 è una agevolazione fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, Art 1,commi 427 – 436) che consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile un valore maggiore rispetto al costo reale di beni e software innovativi. Uno dei principali punti di forza dell’iperammortamento 2026 è la possibilità di dedurre fiscalmente fino al 180% del costo di beni e software Industria 4.0. In altre parole, un investimento di 100.000 € può essere considerato fiscalmente come se ne fosse costato 280.000 €, abbattendo immediatamente l’imponibile e quindi le imposte da pagare.
La deduzione extra premia in particolare gli investimenti tipici delle PMI e viene riconosciuta tramite scaglioni di maggiorazione progressiva, equivalenti a vere e proprie aliquote fiscali differenziate sul valore degli investimenti:
- fino a 2,5 milioni € → maggiorazione 180%
- da 2,5 a 10 milioni € → maggiorazione 100%
- da 10 a 20 milioni € → maggiorazione 50%
Le PMI, spesso con budget più limitati rispetto alle grandi imprese, possono così ottenere vantaggi significativi: riduzione immediata delle imposte, maggiore liquidità e un ROI accelerato.
Il beneficio si applica agli investimenti effettuati tra 1° gennaio 2026 e 30 settembre 2028, ed è valido per tutte le imprese titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, purché il bene sia destinato a strutture produttive in Italia.
Grazie a queste agevolazioni, le aziende possono innovare senza dover incidere pesantemente sul capitale iniziale. L’iperammortamento 2026 diventa così uno strumento concreto per digitalizzare i processi, aumentare la competitività e modernizzare l’azienda.
Aggiornamenti sul decreto
Si tenga presente che la misura è prevista in vigore dal 1° gennaio 2026, ma per la sua piena operatività si attende la pubblicazione del decreto attuativo MIMIT-MEF (che interverrà unicamente sulle modalità operative).
Secondo le più recenti anticipazioni riportate da fonti di settore, il provvedimento sarebbe in fase avanzata di definizione e potrebbe essere pubblicato nei prossimi mesi, rendendo la misura concretamente applicabile.
Il decreto attuativo è attualmente al vaglio della Corte dei conti prima della pubblicazione ufficiale. Eventuali ulteriori modifiche o aggiornamenti verranno recepiti non appena disponibili. La presente analisi si basa sulla bozza più recente del provvedimento. Seguiremo gli sviluppi del dossier e le eventuali novità che interverranno nelle prossime fasi, aggiornando i contenuti non appena il quadro normativo sarà definitivo.
Quali beni rientrano nell’iperammortamento
Questi beni sono definiti negli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026, che identificano le tecnologie chiave per la trasformazione digitale delle imprese
Sono agevolabili diversi beni tecnologici previsti dalla normativa Industria 4.0, tra cui:
- Software avanzati e piattaforme digitali
- Sistemi di automazione e strumenti Industria 4.0
- Soluzioni AR/XR, IoT e tecnologie innovative
- Beni strumentali nuovi utilizzati direttamente per l’attività azienda
ln particolare, la normativa include esplicitamente:
- Dispositivi wearable e tecnologie di realtà estesa (AR/VR/MR/XR) utilizzati per l’interazione tra operatore e sistema produttivo
- Software e piattaforme di realtà estesa per simulazioni, formazione e supporto operativo
- Sistemi per la gestione della qualità dei processi produttivi
- Applicazioni per la gestione e l’utilizzo della realtà estesa tramite dispositivi e sensori
Il nuovo schema del decreto, inoltre, amplia l’ambito dell’incentivo includendo anche le soluzioni software in cloud erogate in modalità as-a-service. Viene quindi chiarito che rientrano nell’agevolazione anche i servizi acquistati tramite canoni di abbonamento, che non sono soggetti al tradizionale meccanismo di ammortamento, estendendo così il beneficio alle spese ricorrenti per l’utilizzo di software cloud.
Si tratta di soluzioni sempre più centrali per la digitalizzazione delle imprese, soprattutto in ambito formazione, assistenza remota e ottimizzazione operativa.
Ed è in questo ambito che rientrano i prodotti software di Brochesia, che rappresentano un esempio concreto di applicazione di queste tecnologie, integrando software perrealtà aumentata su dispositivi wearable hardware smart glasses nei processi aziendali.
Per orientarsi tra i diversi smart glasses e capire quali possono essere più adatti alle proprie esigenze, è possibile consultare la guida completa ai dispositivi wearable smart glasses disponibili.
In particolare, queste soluzioni possono contribuire a:
- Migliorare la formazione del personale, attraverso istruzioni guidate e contenuti visuali direttamente sul campo
- Ridurre i tempi di intervento, grazie al supporto remoto in tempo reale tra operatori e tecnici esperti
- Ottimizzare le operazioni, fornendo procedure digitali step-by-step durante attività complesse
- Aumentare la qualità e ridurre gli errori, grazie a checklist e controlli digitalizzati
- Migliorare la sicurezza sul lavoro, permettendo agli operatori di lavorare a mani libere mantenendo l’attenzione sull’ambiente.
Per quanto riguarda i beni in locazione a terzi non sono agevolabili, salvo che l’attività principale dell’impresa sia proprio la locazione o il noleggio operativo.
Requisiti e fasi per accedere all’Iperammortamento 2026
Ai fini dell’accesso all’iperammortamento previsto nell’ambito degli incentivi alla Transizione 5.0, i beni agevolabili devono essere non solo acquistati e installati, ma anche interconnessi ai sistemi informatici di gestione aziendale al fine di qualificare l’investimento come “Industria 4.0 compliant” e ottenere il beneficio fiscale.
Per beneficiare dell’agevolazione, l’impresa deve seguire alcune fasi fondamentali:
- Pianificazione → Verificare quali beni tecnologici sono agevolabili e se apportano miglioramenti tecnologici o di efficienza.
- Ordine e acconto → Firmare il contratto e versare almeno il 20% di acconto entro il 31/12/2026.
- Installazione → Completare l’acquisto e mettere in funzione i beni entro il 30/06/2027.
- Documentazione tecnica → Ottenere una perizia o dichiarazione del produttore che certifichi i requisiti tecnologici del bene.
- Applicazione fiscale → Dedurre la quota maggiorata di ammortamento in dichiarazione dei redditi.
- Scadenza investimenti → Tutti i beni devono essere acquistati e messi in funzione entro il 30/09/2028.
Viene meno una semplificazione attesa dalle imprese. A seguito dei rilievi del ministero dell’Economia (Mef), è stata infatti eliminata la disposizione che avrebbe consentito, per i beni materiali e immateriali con costo unitario fino a 300mila euro, di sostituire la perizia asseverata con una semplice autodichiarazione del legale rappresentante. La misura riguardava anche gli impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, per i quali resterà quindi necessario il ricorso alla certificazione tecnica. È stato eliminato anche il vincolo di realizzazione dei beni strumentali in UE.
Vantaggi concreti: aziende sempre più interconnesse
Le imprese che accedono all’iperammortamento possono beneficiare di diversi vantaggi concreti. In primo luogo, l’agevolazione consente una riduzione immediata del carico fiscale, migliorando la liquidità disponibile per nuovi investimenti. Questo favorisce una maggiore facilità nell’adozione di tecnologie avanzate, accelerando i processi di digitalizzazione. Un ulteriore elemento chiave è lo sviluppo di aziende sempre più interconnesse: macchinari, software e sistemi gestionali vengono integrati tra loro, permettendo uno scambio continuo di dati e una gestione più efficiente della produzione. Questo livello di integrazione porta a un miglioramento della produttività, a una riduzione degli errori operativi e a un aumento complessivo della competitività aziendale.
Verso l’innovazione
Investire in tecnologie avanzate non è solo un passo verso l’innovazione, ma una scelta strategica per le imprese che vogliono crescere in modo sostenibile.
Le aziende che scelgono Brochesia, scelgono prodotti progettati per rispondere ai requisiti tecnici previsti dalla normativa Industria 4.0, sia per quanto riguarda i beni materiali (hardware) sia per quelli immateriali (software).
Integrare software avanzati, dispositivi wearable o piattaforme immersive permette alle PMI di migliorare efficienza, sicurezza e qualità del lavoro, ottenendo al contempo vantaggi fiscali concreti e immediati. Grazie all’iperammortamento 2026, le aziende possono ridurre i costi, accelerare il ROI e digitalizzare i processi produttivi.
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